Chi mi credo di essere

Sono la Piantagrane, ho ventitré anni e studio Giurisprudenza in una piccola città.
Mi piace la nuvola gonfia di latte quando lo verso nel tè, parlare di personaggi mai esistiti come fossero reali, non prendere il primo volume della pila in libreria ma rovistare finché non trovo la copia perfetta. Non mi piace il telegiornale, il cocco nei dolci, la pallavolo (traumi infantili). Molto di quello che ho imparato nella vita lo devo al Favoloso Mondo di Amélie, se non si era capito. Il resto a: J.K. Rowling, la signora March, Bianca Pitzorno, il maggiordomo Jeeves, Sherlock Holmes, Shonda Rhimes. La lista qui non si esaurisce, ma si vedrà strada facendo. Scribacchio un po’ in giro su internet, e tutto è partito da qui.

E’ il mese di gennaio del 2012, prendo un caffè con un ragazzo che forse ci sta provando, forse no – probabilmente no – e che mi suggerisce di raccogliere le cose che dico in un libro, io gli rido in faccia e poi mi convinco che chi non pubblica sta su internet – snobismo di diciannovenne con frustrate ambizioni letterarie. Il 29 dello stesso mese è una domenica, bevo vino rosso a pranzo in barba alla sessione di esami in arrivo e dopo qualche minuto sono su WordPress. Creo il blog. Penso di scrivere le mie riflessioni sulla vita, le mie epiche giornate, magari qualche ricetta. Poco dopo, tutto cambia drasticamente e questo spazio diventa letteralmente il mio diario. Lo uso per sfogarmi, lo uso per comunicare cose che spesso e volentieri non riesco a dire a voce. Lo uso in modo sbagliato, insomma.

E alla fine, mi sono stancata di essere la Taylor Swift della situazione – sempre a lamentarsi, sempre a raccontare i suoi. Voglio scrivere, ma non voglio essere sola. Parlare troppo di sé da queste parti vuol dire inevitabilmente essere soli. Quindi, dopo tre anni: chiudiamo il blog.

Invece non lo faccio. Perché non sono mai stata capace di lasciare andare gli oggetti, le persone, figurarsi una parte di me così grande.

Ho comprato il dominio, mi sono arrabattata su Photoshop per crearmi un logo e ho dato una nuova faccia al mio diario, perché sono diversa ora, e anche lui merita di essere diverso. Ancora non ho ben chiaro cosa ne sarà – strano, eh – ma proverò a creare delle rubriche, a fare più recensioni delle cose che leggo mangio vedo domande dubbi perplessità. Sarà un po’ la versione scritta di una bacheca Pinterest, immagino. Ci sarò ancora, dietro tutto questo. Ci saranno anche le mie storie, ma non si tratterà più di quello che non voglio dire a voce. Saranno semplicemente storie, raccontate da me. Sarà come doveva essere quando quella domenica invernale decisi di scrivere, prima che tutto cambiasse. Non si può riavvolgere il tempo, non si possono cancellare tre anni, ma si può ricominciare dove la vita si era interrotta. Proviamoci.

Per dirmi che mi amate sempre qualsiasi cosa io faccia: lapiantagrane@diariodiunapiantagrane.com.

One thought on “Chi mi credo di essere

  1. Ho messo “mi piace” perché in quello che ho letto vedo tante somiglianze con i motivi e le idee che mi hanno spinto a crearmi un blog :) Quindi in bocca al lupo e… non rinunciare all’idea del libro!!!

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