Il bello, il brutto

Avevo deciso di limitarmi.

Avevo scelto la strada della sobrietà. Avevo preso l’ultima pagina della mia Moleskine nuova fiammante – nera, copertina morbida, il più anonima possibile – e ci avevo scritto dieci, semplicissimi propositi per il 2015.
L’anno scorso non ne avevo fatti; mi ero stufata degli elenchi, dell’ottimismo forzato. Lasciamo che mi porti il vento, mi ero detta. E’ stato un anno schizofrenico, difficile. E’ stato l’anno in cui ho preso decisioni che mi hanno cambiato la vita, in una parte infinitesimale che finirà per allargarsi in modo esponenziale, per la legge della palla di neve. Non sono stata felice, per la maggior parte di questi dodici mesi, ed è stata questa infelicità che mi ha portato a scelte imprevedibili, di cuore più che di testa, che adesso devo gestire in un modo completamente nuovo.

In questo inaspettato caos, il pomeriggio del 31, mentre le montagne innevate sfilavano silenziose fuori dal finestrino, avevo deciso di fare ordine con dieci propositi. Laurearmi, dimagrire, fare sport. Punti banali, ma rassicuranti, a cui attaccarmi per poter proseguire veloce e precisa come il vagone su cui mi trovavo. E basta. Solo dieci propositi, nell’ultima pagina della mia agenda, da verificare alla fine. Spunti per una vita ordinata che non ho mai conosciuto. Niente chiasso, niente riflessioni, niente bilanci, di nessun tipo.

Poi la mia amica Uma ha tirato in ballo Nick Hornby, e la sua mania per le classifiche, benedette classifiche. Non avessi mai letto Alta fedeltà. Uma con Nick Hornby chiama, e io allora rispondo, come ha peraltro già fatto lei. Ricalcando quindi l’efficiente lista della mia amica:

Posto più bello visto Turchia: gli scorci sorprendenti di Bodrum, la notte profonda di Istanbul, i tramonti antichissimi della moderna Smirne.  

Posto più brutto Una città italiana nel nord ovest, sul mare. E devo  specificare: non si tratta di Genova, che invece, due anni fa, mi affascinò molto, e dove fu girato anche il video di una canzone dei Baustelle estremamente mia.

Libro più bello Dio di illusioni, Donna Tartt. Certo, avrei potuto essere puntualissima e scrivere Il Cardellino, che è il libro dell’anno per eccellenza, e che ho divorato dopo Natale. E che ho amato. Ma Dio di illusioni, il romanzo di esordio, è qualcosa che ha fermato il mio tempo, che mi ha aggiustato. E’ il libro che – pur senza essere un colosso – tutti prima o poi dovrebbero incontrare.

Libro più brutto Addio, Monti, Michele Masneri. Il problema è che l’ho letto pochi mesi dopo Truman Capote, a cui si rifà esplicitamente. E insomma.

Film più bello Ho un terribile vuoto. Non ricordo quasi niente di quello che ho visto quest’anno, e soprattutto, con grande vergogna, sono andata pochissimo al cinema. Ma forse potrei dire Il giovane favoloso (Mario Martone). O, come Uma, Nebraska (Alexander Payne).

Film più brutto I primi dieci minuti di Diana – La storia segreta di Lady D. I primi dieci minuti perché era talmente inguardabile che ho cambiato canale.

Cosa più buona che ho mangiato I pastel de nata con una spolverata di cannella, a Lisbona.

Cosa più cattiva che ho mangiato Probabilmente il pollo al curry che mi sono preparata da sola una domenica di grandi dolori di stomaco.

Canzone più bella ascoltata Quest’anno mi sono appassionata a L’Orso, e L’ultimo giorno mi ha stretto la gola fin dal primissimo ascolto.

Canzone più brutta ascoltata Qui alzo le mani, perché ce ne sono davvero un’infinità.

Uma mette anche Gli spettacoli teatrali ma io sono una laida che praticamente non ne ha visto uno.

A differenza sua, non ho avuto problemi a trovare il brutto di ogni cosa. Perché in tanto vagabondare, in tanto trottolare, in tanto sorprendersi e persino divertirsi, in fin dei conti è stato un anno un po’ crudele.

E aggiungo alla mia sobria lista in fondo all’agenda un undicesimo proposito, forse figlio degli altri dieci, inevitabile conseguenza: l’anno prossimo, comunque giri il vento, qualunque strada mi si apra davanti, mi ricorderò solamente le parti migliori.

Perché, dopo tanto tempo, anche a me ora regalo solo cose belle.

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