Giuro che un giorno rideremo

Ultimamente non scrivo più.

Di tanto in tanto mi viene un’idea, inizio a svilupparla nella mia mente, poi svanisce tutto, sembra meno buono, ci credo poco, e viene dimenticato. Sono fatta di mille spunti, di mille incipit destinati a non vedere mai un seguito, sono sempre in potenza, sempre in partenza.

E’ diventato più difficile scrivere, ora, perché sulle mille cose che volevo dire c’è un’ombra, che passerà, giuro che passerà, ma intanto è sempre qui, vorrebbe essere raccontata ma non può, e non deve, è che semplicemente la ruota gira sì, gira davvero, ma se gira per qualcuno inevitabilmente resta ferma per te, e a questo non eri pronta, e vorresti urlare, e vorresti che tutti capissero la desolazione, la sconfitta, il vuoto enorme, ma chi lo vuole capire, chi ti prende sul serio? Non è la fine del mondo, diamine, lo sai benissimo che nel Grande Ordine delle Cose quello che succede a te è insignificante, tra qualche anno, forse persino tra qualche mese, ne riderai pure, e già ogni giorno sembra meno buio, anche se svegliarsi la mattina fa comunque ancora inesorabilmente schifo, come sempre, quando si riemerge dal beato oblio del sonno, che tanto beato oblio poi non è, che se pensi una cosa tutto il giorno inevitabilmente te la sogni di notte, ma lasciamo stare, facciamo che dormire è meraviglioso, e ogni mattina ti scontri invece con qualcosa che tanto meraviglioso non è, e ci metti un bel po’ ad alzarti, poi quando lo fai scopri che carburi benissimo e ti metti all’opera, ma scrivere, scrivere per gli altri, questo non riesci a farlo. Non ti senti brillante, non ti senti affascinante ammaliante carismatica, sei solo spiegazzata.

E magari non hai nessunissimo diritto di sentirti spiegazzata, ma va un po’ così.

Datemi qualcosa da fare, da pensare, qualcosa di bello, che la vita è bella ma in questi giorni ha perso un po’ di lucentezza. Bastano piccole cose, piccoli sorrisi, un pochino di speranza. Che io sarò anche un po’ giù di corda, ma per questo mio essere giù di corda qualcuno invece è finalmente felice, e immagino che questo sia giusto, cioè, non è giusto per me, ma nel Grande Ordine delle Cose (che odiamo parecchio ultimamente) lo sarà di sicuro. Ed è pure giusto, nel GOdC, che certe persone vadano lasciate andare proprio come le zavorre delle mongolfiere.

Intanto facciamo così, dai, e prima o poi mi riapproprierò dei miei luoghi, delle mie frasi, dei miei progetti, e ritirerò fuori tutta la mia strabordante personalità, e scriverò qualcosa che vi farà sputtanare, vi farà ridere, cazzo, se vi farà ridere.

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3 thoughts on “Giuro che un giorno rideremo

  1. Non un obbligo scrivere, quanto piuttosto una necessità; quando non c’è non si deve scrivere forzatamente.
    Spesso anche a me capita di ritrovarmi ad iniziare l’abbozzo si uno scritto; poi, improvvisamente, mi fermo e dico: ma ho veramente qualcosa da raccontare? No.

    1. E’ vero, spesso non si ha niente da raccontare, ma appartengo alla scuola per cui più scrivi meglio scrivi. Certe cose poi non usciranno mai dai file del computer, ma saranno servite a sbloccare un po’. Io ho quaderni pieni di schifezze inenarrabili!

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