Even cold November rain

Alla sera non avevo puntato la sveglia e dopo una lunga notte finalmente senza incubi ho aperto gli occhi allo scrosciare della pioggia. Ci dicevamo, quando eravamo giovani, rockettari e pieni di speranze, che nothin’ lasts forever, even cold November rain, adesso siamo ancora giovani ma ci stiamo rassegnando al fatto che pioverà per molti mesi ancora. In tutta questa cupezza oggi sento soprattutto il bisogno di richiamare alla mente un po’ di quelle cose belline che ancora spruzzano serenità di qua e di là, un po’ come il mio arrogantissimo tema della maturità che finiva per identificare il piacere come una macchia di colore nel “grigio diluvio democratico”.

(Avevo saputo, infatti, che la commissaria di italiano si era laureata con una tesi su D’Annunzio, e allora non gliela fai la citazioncina ad hoc per lisciarla?)

In virtù del mio ODC prepotentemente tornato alla ribalta (si scherza, eh), ho suddiviso le cose belline per categorie.

1. GIOIE PAPILLARI
Il vino. In proposito voglio dire all’uomo che un giorno incontrerò, che amerò e che mi amerà, o che in alternativa verrà picchiato a sangue dai miei sicari, che sarà davvero fortunato, prima di tutto per la mia intera persona, dico, immaginatevi la meraviglia di stare con me, e poi perché quando mi dirà che ha avuto una giornata pesante al lavoro al suo ritorno troverà già un calice pieno che lo attende.
Il tartufo. Ne mangerei a colazione, pranzo e cena, e ho pianto di commozione all’Eataly di Torino davanti al Menu Degustazione. Non potendo ridurmi al lastrico per soddisfare questa mia passione, ho trovato la soluzione che farà felici tutti: LORO. Babbo N., li voglio.
Gli Oreo, non come biscotti in sé e per sé, ma come cupcake con gli Oreo, cioccolata con gli Oreo, milkshake agli Oreo. Che parola meravigliosa, Oreo.
Seguendo il consiglio della sempre avantissima Parigina, poi, sono ritornata agli albori, a quando ero una piccola Piantagrane la cui mamma ancora preparava la colazione che consisteva in latte e orzo, che il caffè vero ai bambini non si dà, anche se ho visto al supermercato la moka giocattolo con tanto di servizio in miniatura. E’ stato piacevole ritrovare questo sapore d’infanzia, e ancora adesso non sono capace di far sciogliere del tutto le palline d’orzo che continuano imperterrite a galleggiare, nonostante le faccia vorticare fortissimo con il cucchiaino. Maledette.
La London Pride, che non è che è la mia birra preferita al mondo, ma è la birra che bevevo nel mese più felice della mia breve esistenza, nell’amatissima Londra dove cerco di portare a forza tutti i miei amici con una qualche scusa (Senti, mi accompagneresti a fare un po’ di commissioni? – Bella lì, che piani hai per Capodanno? – Ehi, andiamo a fare un giro a Bologna, tipo all’aeroporto). L’altra sera ero al pub, e scrutando gli stemmini sopra i fusti ho lanciato un gridolino di vittoria nel riconoscere l’amato marchio rosso. Me lo sentivo che quella sera ci saremmo rincontrate, io me lo sento sempre quando sto per rivedere qualcuno che amo. Ero così gasata che alla barista ho ordinato una pinta, lasciandola in confusione perché in Italia non esiste quest’unità di misura.
Il pasticcio di maccheroni come lo fa mio papà, non c’è altro da aggiungere.

2. COSE CHE MI PIACCIONO A LETTO
Inteso letteralmente, proprio nel senso di quando alla sera sto sotto alle coperte e non riesco a dormire perché ho sempre troppi pensieri, e mi abbandono a Morfeo che ormai sorge il sole e poi non voglio alzarmi la mattina perché mi scoccia vestirmi. In tutto questo ho elaborato nuove posizioni per conciliare il sonno, ad esempio mi addormento su un fianco e a braccia conserte, un caldino piacevole che non vi dico. Poi mi sveglio che mi sto proprio abbracciando da sola, e vabbè.
Questa è la stagione più felice per una solida relazione con il letto, perché c’è freddo, perché quando si avvicinano le feste siamo tutti più sentimentali e abbiamo bisogno di un po’ di morbidume e perché incombe la sessione di esami e le coperte sono un’ottima protezione, un po’ come quando eravamo piccoli e fungevano da scudo contro Crudelia DeMon che aspettava fuori per farci la pelle (l’altro giorno facevo babysitting a una bimba che è rimasta molto turbata da un disegno di Crudelia DeMonti, come la chiama lei, segno che è DAVVERO una dei cattivi Disney più spaventosi). Che meraviglia abbarbicarsi al cuscino mentre le vite noiose degli altri vanno avanti.

3. MOMENTI NOBILI (e qui iniziamo a muoverci velocemente, come vengono in mente vengono)
Comprare libri in quantità industriale, ordinarli sul comodino decidendo l’ordine in cui leggerli, che non verrà mai rispettato. Su alcuni libri incredibilmente meritevoli, poi, è dovere piangere tutte le lacrime che si hanno, senza vergogna, anche se di solito per i romanzi noi non piangiamo mai.
Trovare su OnDemand dei documentari di cui non conoscevi l’esistenza ma che ti interessano un sacco, registrare compulsivamente tutti i film che volevi vedere ma in quel momento non hai il tempo di.
Raccontarsi la mitologia nordica tra amiche, oppure, quando si riferiscono aneddoti e la narratrice va un attimo in bagno, inventarsi finali alternativi sicuramente probabili che coinvolgono Colonne d’Ercole e mostri marini a più teste.
Prendere il té con la sorella e improvvisare un duetto su High di James Blunt, perché noi due siamo molto stonate e lui invece, giustamente, arriva tanto in alto.
Nei momenti tristi e bui mettere su tutte le canzoni più tristi e buie che ci vengono in mente, e agognare la morte, perché dopo che si sprofonda per bene la realtà sembra un po’ più luminosa ed è meglio provare tutte le emozioni che fuggirle, o non ce se ne libera più. (Avvertenze: non è metodo per tutti).
Londra.
Essere, nonostante tutto, quella più ottimista e romantica tra due persone, che bisogna un po’ compensarsi.

4. MOMENTI TRASH
Che si riassumono principalmente nel chiamare tutte le amiche ad assistere a programmi televisivi da commentare con perfidia.

Mi rendo conto che il mio elenco dovrebbe essere molto più lungo, perché non c’è nemmeno metà di me qui dentro, ma non c’è gusto nel tirare fuori dal cilindro tutte le mie fissazioni e i miei passatempi in un colpo solo, iniziereste a fuggire appena mi vedete all’orizzonte, e io non voglio questo, no, no. Per salvaguardare il nostro fragile ma entusiasmante rapporto, penso di fermarmi qui, per questa volta. Mi rifugerò un attimino a letto per ascoltare qualcosa di assolutamente esuberante ed energetico, tipo questo.

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