Se il destino ti vuole bene

Che ero una bambina particolarmente impressionabile si sapeva già dall’inizio. Forse questo lato del mio carattere era già emerso dal primo quadro astrale, “Leone ascendente Sagittario!” – “Poveri noi”. A tre anni me ne stavo distesa nel centro del mio microcosmo felice, sul lettone della casa che prendevamo in affitto, tenevo i piedi appoggiati sulla parete bianca e fresca, non ricordo se ero lì per un sonnellino pomeridiano forzato o stavo solo riposando le mie stanche membra dopo una giornata di scorribande con i miei compagni di merende; stavo lì, affacciata alla vita da soli tre anni, e pensavo che sarebbe stata un’impresa arrivare ai nove.

Il mondo era ostile e crudele, fuori dal prato di Faeto. Al tiggì si sentivano notizie spaventose tutti i giorni, c’era solo morte ovunque. Mia nonna guardava Beautiful, e anche lì la vita non era una passeggiata. A scuola avevamo letto una poesia su una rondine uccisa mentre portava il cibo ai rondinotti, e avevamo parlato del papà di Pascoli, e ancora adesso se voglio straziarmi per bene ci ripenso, che non avevo mai provato un magone così prima d’ora, manco con Il Re Leone, il sacro terrore per Scar superava in intensità il dolore per Mufasa, e quante emozioni negative può sopportare il cuore di una bambina così piccola e già così seriamente costernata dalle difficoltà della vita?

C’è da dire che quando si è piccoli è più semplice mettere da parte i pensieri spaventosi. Ci sono tanti trucchetti da utilizzare. Sì, capitano incidenti, ma non alle persone che conosci. Se sei con mamma e papà non può succederti niente. Se controlli sotto al letto prima di andare a dormire è improbabile che i mostri vengano a nascondersi mentre già dormi, sono puntuali loro, o alle nove o niente. La gente muore, ma solo quando sei pronta ad accettarlo.

E in tutto questo si cresce, alcune illusioni crollano, altre si cementificano e diventano pericolose, non si sa mai ti venga in mente di poter controllare ogni catastrofe con la sola previsione di essa. Che ci vuol niente a cadere nel tranello, a pensare di poter immaginare tutta la vasta gamma di situazioni possibili, non c’è un numero finito, lo sai che poi finisci ai matti se fai così.

Ma quando sei davvero fortunata, va che incontri qualcuno, che con la sua presenza sa di casa, sa di sicuro, sa di pulito. Di risate, di caldo, di complicità. Più o meno sai cosa pensa, o comunque sta per uscirsene con qualcosa che stavi per dire proprio te. E’ molto importante che una persona così sappia abbracciare bene. Una volta un’amica mi parlò degli incastri dei corpi, mi pare, e quindi penso sia molto utile se quando abbracci questa persona senti che ogni spazio tra di voi si riempie bene, e che non ci sono impicci di braccia, io ad esempio sono un po’ scoordinata quindi mi capita spesso di non sapere dove metterle, ma con questa persona sai che andranno al loro posto da sole, e che soprattutto lei saprà esattamente come circondare te. Se il destino ti vuole bene e ti mette davanti questa persona, tutto dovrebbe essere un po’ più facile, non perché ti raccoglie per strada ma perché finite per inciamparvi, scusa non volevo, eh, ma è capitato, vai per di qua anche tu? Facciamo che tu tieni la cartina e io controllo i cartelli. Questa persona non è di sicuro perfetta, e quasi per certo ha paura come te, più di te, eppure per te è come se non.

Questa persona non condivide proprio tutti i tuoi interessi, e ti va bene così perché se no la noia, ed è bello lasciarsi degli spazi, io voglio andare a teatro, se tu vuoi andare alla partita con i tuoi amici a me fa piacere. Ti piace vedere un po’ del suo mondo, se sei sempre rimasta chiusa nella tua bolla, e devi andarci piano, ma nemmeno essere tanto diffidente. David Foster Wallace diceva che le persone che si danno sinceramente l’un l’altra si insegnano l’un l’altra senza pensarci e senza doppi fini, potrei forse contraddirlo? A questa persona puoi anche lasciare il timone per un po’, non so, magari fate i turni, non puoi starci sempre tu da sola. Perché questa persona, se la trovi, spazza via tutto, il tiggì, Beautiful, i mostri sotto al letto, la morte. Che porca paletta, avevo giurato di trattenermi, ma cosa ci posso fare se inizio a scrivere senza scaletta e pensando pensando poi approdo lì, cado sempre sui loro testi, quanto sono scontata, eppure è così, alla fine è proprio che la morte non esiste più.

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