Storie d’amore come tante altre

Sono stata quella bambina che mentre tutti giocavano ad acchiapparella in cortile restava in classe a leggere i libri del Battello a Vapore. Piccole Donne invece di imparare a saltare la corda, Bianca Pitzorno sotto l’ombrellone, gl’Istrici e Geronimo Stilton – sempre coerentemente eclettica, insomma – a casa della mia migliore amica delle elementari, che a ragione una volta mi strappò un volume dalle mani e lo buttò dalla finestra, perché non esisteva che venivo da lei a giocare e poi la lasciavo da sola a gestire la nutrita nidiata di bambole senza nemmeno un padre ma con una zia degenere, era davvero troppo. Ma io ero affascinata, ogni personaggio era molto più reale di quelle bambole, rileggevo le stesse pagine più e più volte perché erano la mia famiglia, e quindi era come tornare a casa per cena. Erano il mio argomento di conversazione preferito. Si racconta ancora di quella volta che mio zio a tavola chiese un consiglio per una lettura da viaggio e io, una tappa di quattro anni, saltai su, sentendomi un’ autorità in materia: <<Hai letto il Pulcino Gaio? Quello è bello>>.

Nella anni ho accatastato una quantità di libri considerevole, del resto ho sempre avuto davanti a me l’esempio di due genitori che io davvero non capisco come mai non abbiano ancora ricevuto un premio fedeltà dalla Feltrinelli. In effetti in questa casa non c’è abbastanza spazio. Io non so più dove mettere le scarpe, e questo ha senso perché non possiedo più una scarpiera da diverso tempo, ma non so più nemmeno dove mettere i libri, e invece una libreria ce l’ho, e bella grande. Ma non posso fare a meno di accumularne, uno per ogni stato d’animo, uno per ogni fissazione.
Alle medie c’è stato il periodo Club delle Baby Sitter (lo ritengo un passaggio preadolescenziale obbligato), e li volevo tutti, perché poi messi l’uno accanto all’altro in fila formavano un’immagine. Trasversalmente a tutti gli anni di scuola c’è stata la sempre adorata letteratura inglese e io senza vergogna alcuna dico di aver amato Jane Austen e J.K. Rowling. Sì, le metto insieme nella categoria “Donne britanniche che hanno cambiato la mia vita”, e con i vostri snobismi anti-potteriani potete davvero pulirci le caccole di Troll. Poi ho attraversato il mio periodo giallo, mi riferivo al cervello come alle celluline grige di Poirot, e non dormivo la notte pensando al Mastino dei Baskerville. Un’estate mi trascinai al mare mille e tot pagine di Tutto Sherlock Holmes, che in effetti non credo nemmeno di aver mai finito, perché sono tanto monogama e tradizionale e noiosa nei rapporti con le persone quanto sono avventuriera e fedifraga e civetta con i libri. Molti li ho presi e gettati via dopo poche uscite, ad altri ho dato il beneficio del dubbio fin quasi a metà, poi mi sono lasciata sedurre da altre letture e ho pensato “Aspetteranno, se mi amano lo faranno”. Dopo alcuni tradimenti, è vero, sono tornata rinnovata. Altri invece stanno ancora aspettando il mio fil di fumo all’orizzonte.

Ci sono stati gli amori folli, inaspettati, i più belli manco a dirlo. C’è stato David Foster Wallace, mi sa che ero l’unica sulla faccia della terra a non averne sentito parlare, e dire che era già morto e ufficialmente santificato; ho iniziato La scopa del sistema chiedendomi cosa avessi per le mani, dubitando della nostra storia, siamo fatti l’uno per l’altra? Sei così diverso da quelli con cui sono uscita fino ad adesso, il gioco vale la candela? Sì, c’è sintonia ma non mi stai DAVVERO conquistando, restiamo amici. Poi mi sono affezionata, sei simpatico, intelligente, mi fai stare bene. Magari è una cotta, dai, niente di serio. Io voglio la scintilla, voglio bruciare come era successo con Henry James, che sì, si era consumato in fretta, davanti all’impegno serio di Ritratto di Signora si era affievolito, ma è la passione che voglio, ci deve essere da subito, no? In una storia d’amore non basta stare bene con qualcuno, c’è un mare magnum di attrazioni che devono scattare, David, io davvero ci tengo ma ci sono alcuni lati di te che non mi prendono. Dopo qualche mese di elaborazione, ho accettato invece di essermi innamorata persa, perché a volte va così. Quando lo si capisce, si va con calma. Voglio essere pronta per Infinite Jest, ci arriveremo dopo un’infinità di piccoli passi. Per adesso frequentiamoci, Dave, perché davvero potrebbe funzionare.

Tutta questa pappardella per dire che certi libri io li ho amati, anche più delle persone, anzi, spesso e volentieri più delle persone, perché un libro non si aspetta frasi che non sai dire, vuole solo fare parte della tua vita, ama gratuitamente come sarebbe giusto fare se ne fossimo capaci anche noi. E come ogni amore c’è la sua fisicità, il suo odore caratteristico, i segni del tempo che passano sulle pagine, perché stiamo invecchiando insieme, le orecchie che quando ero piccola facevo e adesso invece mi fanno rabbrividire, la macchia di succo di frutta perché non ho mai perso il vizio di fare merenda leggendo, anche se crescendo ho imparato a trattare i volumi con molta più cura e non li sporco più, e impazzisco se succede. C’è il ritrovarli sul comodino alla sera, con il segnalibro che mi dice quanto va avanti la nostra storia. C’è il peso specifico, che mi ricorda il tipo di impegno che mi sono presa. C’è il riporre nella libreria, per dire che anche se è finita non dimentico. C’è il prestarli, per condividere le emozioni come quando si racconta con eccitazione alle amiche del primo appuntamento, come c’è il farmi sedurre – perché sì, sono civettuola in questo, l’ho già detto – dalla copertina, dalla rilegatura. E’ un sentimento che vive del contenuto, ma inevitabilmente non può scindersi dall’aspetto più carnale.

E dato che una persona amata è molto più bello baciarla dal vivo che dalla foto profilo di WhatsApp sullo schermo dello smartphone, io sono profondamente, irrimediabilmente e irreversibilmente contraria agli e-book. Chiamatemi antica, chiamatemi futura vittima della selezione naturale, chiamatemi conservatrice di merda, chiamatemi nemica del progresso e incapace di evoluzione e cambiamento.

Io per parte mia mi considero solo innamorata.

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