Solo cose belle

Al mio risveglio questa mattina mi sono imposta di ascoltare solo buona musica, per te.
Poi è partito Yann Tiersen con la colonna sonora di Amélie, e allora ho deciso che erano tue tutte le frasi del film che mi venivano in mente.
Ho passato una mattinata indolente sul divano, la testa spaccata in due, infreddolita, canticchiando sommessa tutte le canzoni di De André che passavano. Non è un granché, sono stonata, ma te le offro lo stesso perché spero conti il pensiero, e la mia voce non è che si sentisse poi così tanto.

Dopo pranzo ho preso un Oki e il mio mal di testa è scomparso, regalandomi un’oretta di quiete sul divano con il libro che sto leggendo adesso, l’ultimo di Stefano Benni. Mi piace gustarmelo con calma, un pezzetto alla volta. Questo momento tranquillo, inutile a dirsi, è tutto tuo.
Sono uscita a fare qualche commissione, e una volta che mi sono costretta a mettere fuori il naso di casa mi sono accorta che c’era un pallido sole un po’ ammiccante e non c’era freddo, e sono ripassata dal punto in cui una vecchietta l’anno scorso mi aveva fermata e mi aveva detto di ammirare i colori dell’autunno, che erano un dono di Dio. Anche oggi ho ammirato i colori dell’autunno, e li ho mentalmente aggiunti al pacchetto che ti volevo portare.

Ho deciso di passeggiare completamente a caso, lasciando che i miei piedi conducessero la mente, ma alla fine il cuore, da solito anarchico rompiballe, ha preso in mano la situazione, e mi ha detto di cercarti. E allora ti ho cercato, perché era venuta fuori una giornata mica male, e non potevi assolutamente perdertela. Ti ho trovato un po’ ovunque, e mi hai anche consigliato qualche pagina di un fumetto che mi avevi già dato un paio di anni fa, pensa che brava che me lo sono ricordata.
Ho fatto un giro in libreria, e mi sono resa conto che avrò anche accantonato lo studio, ma ultimamente sto macinando romanzi come non capitava da una vita, e questa cosa mi ha fatto sentire così leggera, così me, che ti sono stata immensamente grata. E dire che oggi non devi dare tu qualcosa a me, ma il contrario.

Tornando a casa mi sono concessa una crescentina e un bicchiere di vino, di punto in bianco, perché li ho incontrati sul mio cammino, e ho brindato alla tua.
Mi sono commossa guardando Downton Abbey, ma quelle lacrime mi sa che le tengo per me, nessuno vuole delle lacrime a meno che non siano di gioia, sono sicura non ti dispiacerà.
Mi sono messa a scrivere su questa paginetta perché mi hai detto che avrei dovuto raccogliere tutte le frasi matte che dicevo da qualche parte, avevi suggerito un libro, ma si fa quel che si può e anche se continuo a preferire la buona e odorosa carta stampata sappiamo che le vie dell’etere sono infinite, e magari leggi meglio anche te.
Ho mantenuto la promessa di ascoltare canzoni di notevole levatura, questa volta in silenzio, per fartele sentire meglio e lasciare che le canticchiassi te.
Ho accettato l’invito last minute di una cara amica, che mi proponeva di rivoluzionare la mia serata ciabattina e di uscire, perché oggi devo fare delle cose che danno allegria, oggi devo dare pace.

Oggi ti dono solo cose belle.

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