Quelle intenzioni buone da lastricarci le strade

Un po’ di tempo fa mi è stato chiesto un post, che io non riesco a scrivere. Capita ai migliori di bloccarsi, figurarsi alle mezze calzette come la sottoscritta. Insomma, io sono qui, che leggo e rileggo le righe che ho scritto e mi sento male, perché non mi piacciono ma non ho idea di come renderle piacevoli. Mi sento un peso opprimente sul petto tutte le volte che mi accingo a lavorarci, e cavolo, questo blog lo scrivo perché mi piace, non è uno di quei temi delle vacanze che evitavo tutta l’estate finché non mi ritrovavo a scarabocchiarli in brutta la notte prima dell’inizio della scuola. Quindi continuo a tenere il mio post a lavorazione infinitesimale in stand-by ancora per un po’, non posso costringermi punto e basta.

Del resto, qualcosa bisogna che io lo faccia: da un po’ di tempo ogni mia iniziativa muore sul nascere, e la mia giornata si traduce in una logorante oscillazione tra letto e computer e macchinino per gli addominali – che, tra l’altro, si staranno pure fortificando, ma i chili non diminuiscono e la mia dieta continua a farsi fottere ripetutamente e con gusto un po’ perverso. Ma io non sono depressa, come potrebbe pensare qualcuno vedendomi svaccata tra lenzuola sfatte, in una camera che meglio non entrarci perché Babilonia in confronto era un giardino zen, smangiucchiando yogurt al miele, in tuta da ginnastica e capelli legati alla nido di vespe. Ecco, lo state pensando anche voi. La sapete la verità, la sapete, eh?

Sono fottutamente pigra.

Semplice, efficace. Sono pigra e non riesco a fare più niente, ed è per questo che mi sono seduta al computer – oltre che per controllare le notifiche di Facebook, ehm – obbligandomi a scrivere qualche stupidata a caso giusto per non perdere l’allenamento. Sì, state leggendo qualcosa che non capite dove andrà a parare semplicemente perché se non butto giù qualche parola rimarrò incapace a vita. Che sia una lezione: mai più pigrizia. E dato che a settembre ricomincia il semestre ed è tutto un rifiorire di quaderni nuovi, migliori intenzioni e buoni propositi, io in questo semestre:
1) Farò attività sportiva, oltre al mio saltellare qua e là con delle scarpette rosa fingendo di non essere un elefante in body. Sapete, no, l’evergreen del “Quest’anno mi iscrivo in palestra?”. Proprio quello.
2) Cercherò di seguire una dieta equilibrata, decisa insieme a una dietologa vera e non inventata da me e dalle mie malsane teorie nutrizionali – e l’importante è sapere sempre quando è permesso sgarrare.
3) Mettere in ordine questo centro di entropia permanente che è la mia camera, e mantenerla ordinata, in modo che divenga sinonimo di una mente ordinata.
4) Scrivere finché non esce qualcosa di davvero buono, di cui andare fiera, che mi faccia prendere un po’ più di fiducia in me stessa.
5)…Il classico “studiare volta per volta” vale? Anche se so che QUESTO è davvero impossibile?

Facciamo che questo è l’inizio, aggiungerò in itinere altri nuovi obiettivi, altre sfide a cui questa indisciplinatissima Piantagrane dovrà sottoporsi per vincere quella sua schifosa pigrizia congenita. E per mostrare che faccio sul serio, chiudo qua e vado a pulire, ascoltando i Blue per caricarmi, che li ho visti sulla Home di Facebook e non ho resistito a una passeggiata sul viale dei ricordi. One love gotta stay alive…Oooh I will survive.

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